256.733
ettari

superficie del comprensorio

4.191
chilometri

estensione dei canali

78
impianti

impianti di scolo

88
impianti

impianti di irrigazione

780
metri cubi al secondo

portata totale impianti

47.780
kiloWATT

potenza installata complessiva

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Un’opera essenziale per la sicurezza idraulica dell’Alto ferrarese e per le attività irrigue delle aziende agricole nei Comuni di Poggio Renatico e Terre del Reno

Grande soddisfazione da parte del Consorzio di Bonifica per l’avvio dei lavori di un’importante opera irrigua, molto attesa dai cittadini e dai produttori agricoli. È stato inaugurato oggi (10 giugno ndr) il cantiere per la realizzazione del canale Ciarle a Poggio Renatico, finanziato l’anno scorso dal Ministero delle Politiche Agricole per 9 milioni di euro nell’ambito del Piano per lo Sviluppo Rurale Nazionale. L’intervento prevede l’implementazione primaria del sistema irriguo Ciarle derivante dal Canale Emiliano Romagnolo (CER) che da via Ciarle nel Comune di Terre del reno proseguirà verso Poggio Renatico, consentendo benefici alle attività agricole per circa 5.586 ettari.


All’inaugurazione del cantiere, che è stata anche l’occasione per fare il punto sulla sicurezza idraulica del territorio, hanno partecipato: Daniele Garuti, sindaco Comune di Poggio Renatico; il prefetto Michele Campanaro, Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura e all’Agroalimentare Regione ER; l’On. Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura della Camera; il Sen. Gianpaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura Senato; Valeria Chierici, direttore dei Lavori Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara; Attilio Toscano, professore ordinario di idraulica agraria UNIBO, Meuccio Berselli, segretario Generale Autorità Distrettuale fiume Po – MITE, Massimo Gargano, direttore Generale ANBI; Francesco Vincenzi, presidente Nazionale ANBI ed Emilia-Romagna, Andrea Gavazzoli, giornalista che ha moderato l’evento.


Dopo i saluti istituzionali, il presidente del Consorzio di Bonifica Stefano Calderoni ha spiegato: “Questo è un progetto di crescita per il territorio che dà respiro alla nostra agricoltura, realizzato facendo squadra con istituzioni locali e ANBI. L’acqua in agricoltura non viene sprecata ma trasformata in cibo sano che arriva sulle tavole degli italiani. Due gli obiettivi principali del progetto: economico perché in quest’area si coltivano 350 ettari di frutteto e 80 di orticole e per queste colture l’acqua è essenziale, serve alla crescita e garantisce occupazione; ambientale, visto che quella del Ciarle sarà acqua del CER che è più pulita di quella prelevata alla fonte, grazie alla fitodepurazione del Cavo napoleonico. Quindi daremo un’acqua migliore che renderà l’agricoltura ancora più competitiva e consentirà quella maggiore sostenibilità che ci chiede anche Bruxelles”.


A seguire Alessio Mammi, ha detto: “Abbiamo un grande patrimonio di competenze che è il nostro sistema delle Bonifiche, che fanno investimenti sull’acqua, prevenzione del dissesto idrogeologico e iniziative ambientale per la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità. La partenza del cantiere di oggi, ma anche i molti interventi sul territorio, sono un esempio importante e il segno che, pur con tutti gli ostacoli burocratici esistenti, si possono portare a compimento opere decisive con efficienza e professionalità. Come Regione stiamo investendo sulla risorsa idrica, circa 700 milioni di euro di progetti e investimenti per la distribuzione dell’acqua, per tenerla e stoccarla e renderla disponibile alle aziende agricole quando necessario”

A seguire Gianpaolo Vallardi, ha detto: “Le Bonifiche in Emilia-Romagna funzionano e fanno crescere i territori. L’acqua è un elemento imprescindibile perché, come già detto, va dosata in certi momenti e prelevata in altri perché in eccesso. I cambiamenti vanno affrontati in tempo reale e per questo serve semplificazione e sburocratizzazione, perché per fare le opere serve l’impegno ma anche processi più semplici per realizzarle. La gestione corretta dell’acqua e le opere preserva anche la qualità Made in Italy perché consente agli agricoltori di lavorare e produrre bene. In questo senso dobbiamo anche intervenire a livello politico per gestire al meglio le risorse che arriveranno, andando tutti nella stessa direzione perché non ci sono altre possibilità che la collaborazione”. Anche Filippo Gallinella, nel suo intervento, ha ribadito che: “Stiamo lavorando per cercare di usare al meglio le grandi risorse del Recovery Plan, 4 miliardi di opere idrauliche, per far ripartire il nostro Paese. Naturalmente le risorse saranno investite su quelle opere che sono pronte a partire perché hanno già superato tutti gli step di approvazione ma una cosa è certa: dove c’è possibilità di irrigare dove l’acqua è gestita al meglio, c’è sviluppo del settore agricolo e dell’intera economia dei territori”.


“A ribadire la necessità dell’opera e l’impegno di ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche Italiane) il presidente dell’associazione Francesco Vicenzi che ha detto:
“Senza la risorsa idrica non si può fare agricoltura e quando è presente deve essere supportata da opere idrauliche irrigue funzionali avanzate e in grado di sostenere le esigenze produttive, garantendo continuità alle esigenze irrigue. Questo progetto adeguato e aggiornato nel tempo e realizzato ora dimostra anche che il Consorzio aveva le ricette giuste già 30 anni fa a testimonianza che i Consorzi sanno bene e spesso in anticipo cosa è strategico per il loro operato, ma vanno sostenuti istituzionalmente affinché anche i progetti più ambiziosi e più utili possano diventare realtà a beneficio di tutta la comunità “.

Al temine dell’evento un “simbolico” taglio del nastro che ha aperto ufficialmente il cantiere del Canale Ciarle.