256.733
ettari

superficie del comprensorio

4.191
chilometri

estensione dei canali

78
impianti

impianti di scolo

88
impianti

impianti di irrigazione

780
metri cubi al secondo

portata totale impianti

47.780
kiloWATT

potenza installata complessiva

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La risicoltura ferrarese e il riso del Delta sono stati i protagonisti assoluti del workshop promosso dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara nell’ambito del progetto “Acqua da Mangiare”. L’evento è stato organizzato in collaborazione con ANBI Emilia Romagna (Ente che rappresenta i Consorzi di Bonifica dell’Emilia Romagna) e la società di comunicazione Eikon, per approfondire i temi della sostenibilità ambientale strettamente legata a quella alimentare. Coinvolti nel workshop, che si è svolto lunedì 19 aprile, gli studenti della IV M dell'Istituto Alberghiero Vergani Navarra e la loro docente Irene Sisti che ha parlato dell’importanza di questi progetti per le scuole: “I ragazzi sono più consapevoli dei temi ambientali, a partire dalla raccolta differenziata fino ai cambiamenti climatici più evidenti. Questi incontri sono essenziali per aumentare la conoscenza delle eccellenze agroalimentari del territorio e approfondire e il loro valore come “traino” per la valorizzazione turistica”. Ad aprire il workshop Massimiliano Urbinati dirigente scolastico dell’Istituto che ha sottolineato: “L’unicità del Delta e di tutto il territorio dove l’equilibrio tra terra e acqua è una realtà concreta, garantita anche dal lavoro del Consorzio, e dove ci sono delle eccellenze alimentari che vanno valorizzate verso l’esterno, perché aprirsi al mondo è essenziale”. A seguire Massimo Ravaioli, vice-presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara ha parlato del ruolo essenziale dell’Ente nella gestione ambientale: “Il tema della sostenibilità è parte integrante del nostro programma. Stiamo affrontando quotidianamente cambiamenti climatici che condizionano profondamente le scelte e i nostri servizi, e stiamo riuscendo a garantire la risorsa idrica in maniera continuativa al settore agricolo che produce cibo ed è fondamentale per il nostro territorio”.
Entrando nel vivo del workshop è intervenuto lo Chef Athos Migliari del Ristorante "La Chiocciola"che ha presentato due piatti che valorizzano il "Il Delta nel Piatto": riso con le rane, un abbinamento tra due elementi acquatici che si sposano perfettamente e il riso con l’anguilla, un vero e proprio must del ferrarese. Lo chef ha spiegato ai ragazzi le varietà di riso del Delta che nascono in un ecosistema unico dove le brezze dal mare tengono asciutta la piantina che cresce grazie all’acqua dolce dei canali che percorrono il territorio e la differenza tra varietà del passato e quelle di oggi. Inoltre ha fatto il punto sull’importanza della conservazione del prodotto che deve essere essiccato in maniera perfetta per un uso ottimale in cucina e la scelta della varietà del riso “perfetta” per ogni preparazione, da quelle più tipiche del territorio alla classica paella spagnola.
Il riso del Delta non avrebbe lo stesso sapore e la stessa versatilità se le risaie non venissero alimentate con la giusta risorsa idrica, come ha spiegato il tecnico del Consorzio di Bonifica Corrado Medici, nel corso del suo intervento: "La risaia nel Ferrarese: importanza agronomica e aspetti irrigui”. La risicoltura ha una grande importanza per l’agricoltura ferrarese e per il territorio perché è un “completamento” continuo della bonifica idraulica e agronomica. Sappiamo che i terreni del Delta erano sotto il livello del mare e che con le azioni di bonifica sono diventati produttivi e rimangono a uno stato di neutralità perché vengono “lavati” con elevati volumi idrici richiesti dalla produzione del riso. La Bonifica garantisce naturalmente la sommersione dei bacini rinchiusi da argini, sistemazioni permanenti che sono le Casse di risaia e interessano 18mila ettari, che a rotazione vengono coltivato a riso. Durante la fase di sommersione, quella che richiede elevati volumi d’acqua, i condotti portano l’acqua dal fiume Po sfruttando la diversa inclinazione dei terreni. Attraverso le prese irrigue, aperte dal personale di Bonifica, viene poi distribuita l’acqua in ogni singolo bacino in 24/48 ore: per ogni singola sommersione sono necessari 2 milioni di litri che fluisce nelle fossature e per tracimazione va a coprire il terreno livellato. Qui il riso viene seminato a spaglio con uno spandiconcime e poi segue la naturale vegetazione finché l’acqua non viene tolta dai bacini e si procede con la raccolta del prodotto”. Ha concluso l'incontro Irene Lenci responsabile della società di comunicazione EIKON Comunication, con l’intervento "Editor: testi, autori e responsabilità - La comunicazione sostenibile sui social" che ha parlato dell’importanza della comunicazione sostenibile che consentono di approfondire le informazioni, evitando
soprattutto le fake news. Un messaggio importante lanciato ai ragazzi perché s’informino in maniera corretta e utilizzino social media e strumenti digitali per “fare cultura” del cibo, della ruralità fino al piatto che arriva in tavola.
In occasione del workshop il Consorzio di Bonifica ha lanciato un’attività di monitoraggio per sondare i cambiamenti delle abitudini alimentari dei ragazzi e delle famiglie nell’ultimo anno, caratterizzato da un profondo cambiamento delle abitudini sociali e culturali, anche a livello di alimentazione.