256.733
ettari

superficie del comprensorio

4.191
chilometri

estensione dei canali

78
impianti

impianti di scolo

88
impianti

impianti di irrigazione

780
metri cubi al secondo

portata totale impianti

47.780
kiloWATT

potenza installata complessiva

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24 02 foto nuovo consiglioIl Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, uno dei più grandi e importanti d’Italia, ha eletto i nuovi vertici che guideranno l’Ente per i prossimi cinque anni. Il nuovo presidente è Stefano Calderoni – che ha già ricoperto la carica di vicepresidente accanto a Franco Dalle Vacche – mentre sono stati eletti vicepresidenti Luca Natali di Confagricoltura Ferrara e Massimo Ravaioli di Ascom Ferrara. Nel comitato amministrativo anche Riccardo Mantovani di Confartigianato Ferrara e Loris Braga di Coldiretti Ferrara. Nomi che sono espressione della lista elettorale unitaria “Insieme per la Bonifica”, un patto di collaborazione tra tutte le associazioni del territorio per la gestione del Consorzio in un momento storico così importante.

Nel corso del suo discorso di insediamento, il neo-presidente Stefano Calderoni ha innanzitutto ringraziato il presidente uscente Franco  Dalle Vacche e tutti i vertici e il personale della Bonifica per il lavoro quotidiano a servizio della comunità. Poi ha toccato alcuni dei punti principali del suo mandato: i problemi di dissesto del territorio; i cambiamenti climatici e la gestione della risorsa idrica; il patto di collaborazione con la pubblica amministrazione e il nuovo progetto di comunicazione digitale verso aziende e cittadini.

“Siamo chiamati a operare in un contesto complicato, reso ancora più problematico da una pandemia che non sembra voler cedere il passo – ha esordito il neo presidente. Per capire questa complessità bastano i numeri: il Consorzio ha competenza su circa 260.000 ettari di suolo, gestisce 168 impianti, impiega circa 400 persone e, anno dopo anno, si prende cura di un reticolo idraulico di circa 4.200 chilometri e 8.400 di sponde, che corrisponde a sei volte la distanza che separa Ferrara da Catania. Numeri che rendono molto complesse, in primo luogo, le manutenzioni ordinarie al reticolo idraulico, messo a dura prova da diversi elementi: il traffico pesante, la salsedine o il gelo che corrodono e intaccano il calcestruzzo; gli animali fossori che sono una vera e propria piaga per la sicurezza idraulica del territorio e la sostenibilità economica delle imprese agricole. Per questo serve un’iniezione di liquidità straordinaria per operare interventi drastici, coraggiosi e che siano finalmente risolutivi. In questo contesto – ha continuato Calderoni – mi sento di proporre a tutte le amministrazioni un “Patto per la difesa idraulica ed idrogeologica del territorio ferrarese” puntando ai fondi del Recovery plan e a quelli già destinati dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e forestali con l'ultima legge di stabilità”

24 02 intervento presidente“Un altro tema da affrontare è sicuramente quello dei cambiamenti del clima, strettamente legati all’approvvigionamento della risorsa idrica e la sua distribuzione lungo i dodici mesi dell’anno. Eventi climatici estremi sono ormai diventati ordinari e vediamo alternarsi, con sempre maggior frequenza, lunghi periodi di siccità ad abbondanti precipitazioni, fenomeni che mettono alla prova il nostro sistema di difesa. In questo difficile contesto dobbiamo arrivare a trattenere l'acqua quando c'è per poterla rilasciare quando è necessario. Per farlo servono nuovi e strutturati interventi, e sul tema delle opere collaboreremo lealmente con tutte le amministrazioni locali, con A.N.B.I. (Ass. Naz. Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti Fondiari) Emilia Romagna e A.N.B.I. Nazionale nella convinzione che solo dentro un’ampia compagine di rappresentanza potremmo rilanciare il sistema delle bonifiche a livello locale e nazionale.

“Inoltre – ha affermato Calderoni – ci impegneremo nei prossimi mesi a mettere a punto un sistema efficace di comunicazione verso l’esterno, con l’obiettivo di generare piena consapevolezza del ruolo essenziale della Bonifica tra i cittadini e le imprese, consapevolezza che le nuove generazioni che stanno perdendo.  Stiamo già pensando e ideando a una campagna di digitalizzazione che veicoli informazioni sulle nostre attività in maniera veloce e tempestiva, per portare il Consorzio verso una transizione tecnologica forte e capillare”.

Stefano Calderoni ha poi chiesto al Consiglio, al direttore Mauro Monti e a tutto il personale di portare idee e stimoli ma anche di essere critici, contribuendo attivamente all’azione quotidiana dell’Ente e alla sua crescita. In ultimo il suo pensiero è andato ad Andrea Marchi: “Voglio ricordare Andrea, scomparso troppo presto, che per anni si è seduto in questo consiglio e presieduto la commissione bilancio dando sempre un contributo attento e propositivo, ci mancherà l’amministratore ma soprattutto ci mancherà l’amico”.