256.733
ettari

superficie del comprensorio

4.191
chilometri

estensione dei canali

78
impianti

impianti di scolo

88
impianti

impianti di irrigazione

780
metri cubi al secondo

portata totale impianti

47.780
kiloWATT

potenza installata complessiva

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Tra i tanti compiti del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, vi è la tutela ambientale nella quale l’ente svolge un ruolo fondamentale per il mantenimento degli ecosistemi e della fauna, come la salvaguardia delle tante specie ittiche presenti nei canali consortili.
 Terminata la stagione irrigua, caratterizzata da periodi sempre più “ irregolari” , il Consorzio è riuscito comunque a garantire l’irrigazione al diversificato e ampio comparto agricolo estense ed ora, sta ponendo attenzione al recupero ittico dai canali, prima della loro messa in secca, e al trasferimento con rilascio in linee che mantengono un certo grado d’invaso, dopo una fotografia della composizione delle specie presenti.
 “Il nostro è un sistema promiscuo e quindi per affrontare la stagione invernale occorre ridurre fortemente le quote anche in linea con il termine delle richieste di irrigazione, ricorda il Presidente Franco Dalle Vacche – uno dei nostri compiti è garantire la tutela ambientale e con essa, anche il mantenimento della fauna ittica. Si parla del recupero e del conseguente trasferimento di 19 tonnellate di pesce nel 2018 e di 27.8 tonnellate nel 2019”.
 “Il pesce tende a concentrarsi in “pozze” temporanee d’acqua, rimanendovi bloccato – spiega Barbara Guzzon del Consorzio –. Insieme alle associazioni di pescatori, attraverso una convenzione onerosa, stiamo dunque già provvedendo al recupero della fauna ittica e al suo spostamento nelle zone in cui vi è sufficiente livello d’acqua. Questa operazione permette di tenere monitorato il contesto, provvedendo per ogni intervento alla compilazione di una scheda in cui vengono inseriti i tipi di specie rilevati e la loro destinazione. Uno dei momenti più caratteristici è la raccolta ai sifoni di Berra, svolta oggi, con pescatori volontari insieme al nostro personale per provvedere al recupero ma anche, grazie alla collaborazione con l’Università, alla raccolta di tutti i dati necessari per avere il chiaro quadro della situazione, che i tipi di pesce sono presenti e ma anche lo stato di salute generale”. Un’interessante area di riscontro è proprio la grande vasca in cui restano confinati i pesci più grandi che, una volta entrati, rimangono bloccati dalle griglie di protezione allo scarico.
 “Una nota particolare quest’anno è che, a seguito del lockdown e quindi del minor inquinamento con acqua più pulita, si sta riscontrando un aumento del novellame di carpe, pesci gatti nostrani e persici sole  – conclude Guzzon -. Il censimento svolto dall’Università non è importante solo per capire la qualità e lo stato di salute della fauna ittica ma è un vero e proprio censimento del Po. Ogni anno, grazie alla derivazione irrigua, infatti, grandi quantità di pesce passano dal Fiume Po ai canali di bonifica, rinnovando, con ripetuta semina, il patrimonio ittico della Provincia”.