256.733
ettari

superficie del comprensorio

4.191
chilometri

estensione dei canali

78
impianti

impianti di scolo

88
impianti

impianti di irrigazione

780
metri cubi al secondo

portata totale impianti

47.780
kiloWATT

potenza installata complessiva

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Il Consorzio di Bonifica è da sempre uno dei principali protagonisti per il contrasto del dissesto idrogeologico, un fenomeno che, purtroppo, è sempre più d’attualità a causa dell’aumento degli eventi meteorologici estremi o di lunghi periodi di piogge abbondanti come quello che stiamo attraversando, capaci di mettere a dura prova la tenuta dei corsi d’acqua e delle arginature. E’ dunque sempre più importante la prevenzione attraverso la manutenzione dei canali, vere parole chiave del Consorzio.
 
“E’ alta l’attenzione verso gli elementi che possono essere causa dei dissesti portando anche a gravi conseguenze – spiega il direttore generale Mauro Monti - sul nostro territorio i problemi sono determinati dall’erosione naturale delle sponde dei canali a causa del transito del flusso d’acqua, la pressione elevata sulla fondazione stradale per effetto del transito dei mezzi pesanti, gli scavernamenti locali delle sponde dei canali da parte degli animali selvatici per la realizzazione di tane. Tra i principali responsabili, la grandissima presenza di nutrie ma anche di volpi e tassi. Elementi che nel nostro comprensorio possono portare all’instabilità ed usura dei manufatti che attraversano i canali, collassi di parti di opere arginali dei corsi d’acqua principali e dei canali artificiali, dissesti delle sponde arginali e delle sovrastrutture stradali poste in fregio ai canali”.
 
In questo ultimo ambito il Consorzio di Bonifica di Ferrara ha da qualche hanno messo in campo una strategia di intervento in sinergia e collaborazione con la Provincia di Ferrara ed i Comuni ma ha anche sottoscritto una convenzione con Comuni e Provincia di Ferrara che gli permette di essere tempestivo nella risoluzione dei molteplici dissesti che continuano a manifestarsi negli assi viari.
 
“Dei 4200 km del reticolo di canali del Consorzio, ci sono circa 1000 km di canalizzazioni poste in fregio a strade e il 5% risulta interessato da fenomeni franosi – prosegue Ardizzoni, direttore tecnico del Consorzio - La sistemazione delle superfici spondali richiede un numero di interventi particolarmente elevato che coinvolge un impegno di mezzi e uomini significativo, con lavori di manutenzione effettuati in autunno e inverno, quando i canali irrigui sono asciutti. In queste settimane sono stati ultimati altri numerosi interventi. Si parla di Fossa Sabbiosola, in via via Bramata e Ripapersico grazie a un cofinanziamento tra Consorzio e comune di Portomaggiore pari a 39.200 euro; Canal Bianco sulla sp2 a Serravalle di 47.000 euro suddiviso tra l’ente e la Provincia; il condotto Olmi di via Pertini a Pontemaodino per 65.000 euro messi a disposizione da Consorzio e Comune di Codigoro; il canale Sabbionchi, al depuratore a Lagosanto che ha beneficiato del finanziamento CADF di 12.500 euro. Altri interventi sono in corso di esecuzione e proseguiranno fino a marzo. Interventi compresi nel programma 2020 di manutenzioni per 776.000 euro, svolte da nostro personale e nostri mezzi”
 
Nell’importante opera di prevenzione che il Consorzio sta portando avanti, è fondamentale la sinergia con le amministrazioni locali per stilare un programma di interventi da realizzare ma anche con la Regione che, tramite la Protezione Civile, mette a disposizione importanti risorse finanziarie.
 
“Soprattutto nei periodi di grande piovosità, l’efficienza idraulica dei canali costituisce un elemento fondamentali per il regolare deflusso delle acque verso gli impianti di sollevamento o il mare – conclude Monti -  per garantire un livello adeguato di funzionamento delle rete è quindi indispensabile che la sezione idraulica dei canali sia priva di materiali di deposito, asperità e abbia geometria regolare. La manutenzione dei canali ha quindi la funzione di garantire la giusta geometria dei canali per consentire il massimo deflusso e allontanamento delle acque evitando allagamenti o perdurare dei pericoli, l’assicurare la stabilità delle sponde aumentandone la sicurezza delle strade adiacenti e accrescere la salvaguardia degli operatori nel caso di canali in aree agricole”