Corsa di Bonifè
Ettari

256.733
ettari

superficie del comprensorio

kilometri

4.191
chilometri

estensione dei canali

impianti di scolo

78
impianti

impianti di scolo

impianti di irrigazione

88
impianti

impianti di irrigazione

portata metri cubi al secondo

780
metri cubi al secondo

portata totale impianti

potenza installata

47.780
kiloWATT

potenza installata complessiva

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Consegnati i premi di laurea alle tesi più innovative e originali di tre giovani laureati su tematiche di adattamento del paesaggio, gestione idrica e geoarcheologia

PREMIO LAUREA 2026

Un riconoscimento alle idee innovative e alla capacità di analizzare il territorio ferrarese tra passato e futuro, affrontando le sfide della gestione delle risorse e della tutela ambientale. Consegnati i tre premi di laurea biennali del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, durante una bella cerimonia ufficiale a Palazzo Naselli Crispi. Il “Premio di laurea Giorgio Ravalli” – dedicato alla memoria dello storico Direttore Generale e figura di riferimento della bonifica ferrarese – è stato assegnato al Dott. Lorenzo Nicolini. La sua tesi in Architettura del Paesaggio, dal titolo “RecomPOsition: progetto per l’adattamento del paesaggio produttivo agrario lungo l’asse Codigoro-Volano”, è stata premiata per l'approccio propositivo ai cambiamenti del territorio rurale.

Il “Premio di Laurea Matteo Giari” – nato per onorare il ricordo del Direttore Generale del Primo Circondario scomparso nel 2008 – è andato al Dott. Vittorio Micai. Il suo lavoro in Ingegneria Civile, dal titolo “Stima e localizzazione delle perdite mediante un approccio model-based nel distretto idrico di Ro Ferrarese gestito da CADF S.p.A.”, punta a migliorare l’efficienza delle reti idriche attraverso modelli matematici avanzati. Infine, il “Premio di laurea Giuliana Mazzotti” – istituito per valorizzare il patrimonio archeologico del territorio e sostenuto interamente dalla famiglia Dalle Vacche – è stato conferito alla Dr.ssa Cecilia Corni. La tesi in Geoarcheologia, intitolata “Evoluzione del paesaggio tra la fine del Pleistocene e l’Olocene in un settore centrale dell’abitato etrusco di Spina (Comacchio, FE)”, ricostruisce le trasformazioni ambientali dell'antico insediamento etrusco.

A ciascun vincitore è stato assegnato un premio di 3mila euro come contributo concreto per sostenere il proseguimento dei loro percorsi di studio e ricerca.

Presente alla cerimonia di premiazione il direttore generale del Consorzio, Mauro Monti che ha detto: “Il nostro ente ha istituito questi tre premi nel corso degli anni e l’intenzione è quella di mantenere questa tradizione anche in futuro. Stiamo investendo sui giovani, non solo laureati ma anche sul personale tecnico e continueremo su questa strada per valorizzare i talenti e le competenze del nostro territorio. I premi sono intitolati a persone che hanno reso importante il Consorzio negli anni, che hanno contribuito in maniera profonda al suo cambiamento e al miglioramento continuo del nostro ente. Auguro anche a nome del presidente Stefano Calderoni i migliori auguri a questi ragazzi per una carriera ricca di successi”.

Presenti alla cerimonia anche i consiglieri e i membri del comitato esecutivo – tra loro Massimo Munerati - e i due vicepresidenti, Luca Natali e Rino Andrea Crovetti.

Nel corso della cerimonia, nel consegnare il premio Giuliana Mazzotti, Massimo Munerati ha detto: “Questo premio assegnato a una tesi di geoarcheologia sull’evoluzione del paesaggio nell’abitato etrusco di Spina riguarda il Consorzio in maniera diretta, perché nella gestione quotidiana del nostro territorio, non si può prescindere dai cambiamenti e della sua evoluzione nel passato.

Conoscere e comprendere com’erano i luoghi che oggi ci troviamo a gestire è importante e ci aiuta a preservare il più possibile ciò che rimane di chi ci ha preceduto”.

Il vicepresidente Crovetti ha consegnato il premio Ravelli, spiegando: “Ho fatto parte con piacere della commissione per assegnare questo premio a una tesi che riguarda da vicino il settore agricolo e la sostenibilità delle produzioni da qui a 75 anni, nel 2100, lungo l’asse Codigoro-Volano. Parliamo quindi di una tesi che guarda alla relazione tra agricoltura e un territorio fragile, dove l’equilibrio tra ambiente e produttività è in costante evoluzione e lo sarà anche nel futuro, anche alla luce dei cambiamenti climatici”.

 Soddisfazione per questo premio anche parte di Luca Natali che nel consegnare il premio dedicato a Matteo Giari: “Oggi è una grande soddisfazione e un onore consegnare questo premio perché ho avuto un rapporto e una conoscenza con l’ingegner Giari fin dall’università e poi come consigliere del Consorzio per lungo tempo e per me è stato davvero un maestro. Il premio è una testimonianza perfetto del suo impegno, perché riguarda il miglioramento della bonifica idraulica, attraverso un modello per limitare la perdita di acqua e portando al risparmio di risorsa idrica, in maniera innovativa e tecnologicamente avanzata, grazie alla messa a punto di sensori e contatori digitali per il monitoraggio.”