consorzio di bonifica
pianura di ferrara

256.733
ettari

superficie del comprensorio

4.241
chilometri

estensione dei canali

76
impianti

impianti di scolo

86
impianti

impianti di irrigazione

780
metri cubi al secondo

portata totale impianti

47.780
kiloWATT

potenza installata complessiva

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In relazione alle dichiarazioni riportate sul vostro giornale il giorno 17 aprile dal Sindaco di Jolanda di Savoia Paolo Pezzolato mi preme formulare alcune doverose considerazioni e precisazioni.

La prima considerazione è di carattere generale. E’ sempre un peccato riscontrare che due istituzioni appartenenti allo stesso territorio invece di parlarsi si confrontino attraverso i giornali.

I lettori non direttamente coinvolti sull’argomento specifico spesso non comprendono la consistenza del problema e non hanno elementi specifici per farsi un’idea precisa.

Il titolo dell’articolo in molti casi lancia un messaggio fuorviante, e non per colpa del giornalista, e spesso non del tutto veritiero e coerente con la realtà dei fatti.

Il punto sul quale il Sindaco richiama l’attenzione dei lettori riguarda le attività istituzionali di un ente pubblico, il Consorzio di Bonifica, presente da secoli in questa Provincia e impegnato più che mai nella difesa idraulica e nello sviluppo del territorio.

Sull’argomento, poiché ne io ne il Presidente avevamo potuto aderire all’invito del Sindaco fissato il giorno 24 dicembre alle ore 18,00 a Jolanda, pervenuto peraltro al Consorzio 48 prima, senza alcun preavviso telefonico e senza aver concordato la convocazione, come solitamente si conviene nei normali rapporti istituzionali tra i maggiori rappresentanti dei due enti, mi ero quindi personalmente recato presso il suo ufficio in Comune il giorno 4 febbraio 2020, con un appuntamento concordato preventivamente, per spiegare la dinamica della vicenda che negli ultimi mesi dell’anno precedente avevano coinvolto alcune aziende consorziate presenti sul suo territorio.

Probabilmente la mia spiegazione non ha sortito gli effetti sperati ed è stata non del tutto compresa. Sarebbe stato probabilmente più efficace aver espresso il nostro pensiero direttamente attraverso gli organi di stampa anticipando l’uscita del Sindaco, ma questo non crediamo possa costituire il modus operandi di un ente pubblico, o almeno del Consorzio di Bonifica che ho l’onore di rappresentare.

Nella piena consapevolezza che la replica non ha mai, giornalisticamente parlando, lo stesso effetto della prima uscita, tenterò tuttavia ugualmente di fornire alcuni semplici elementi di conoscenza utili (spero) a comprendere la problematica.

Ritengo doveroso dare al Sindaco una ulteriore risposta, non per alimentare la polemica ma per rispetto degli Amministratori e di molti lavoratori del Consorzio, che mai come in questo momento particolare per il paese stanno operando tra mille difficoltà, per garantire agli agricoltori consorziati quei servizi essenziali per la produzione di beni primari indispensabili per la sopravvivenza della popolazione.

Venendo al punto, il Sindaco non ricorda o gli è sfuggito, quanto avevo personalmente spiegato e cioè che il Consorzio Pianura di Ferrara, come peraltro tutti i Consorzi di Bonifica d’Italia ha uno specifico “regolamento concessioni” che stabilisce, tra i tanti articoli, che:

  • la manutenzione delle prese irrigue è a carico dei singoli concessionari;

Il regolamento suddetto è stato approvato all’unanimità del CDA del Consorzio nella seduta del 28 settembre 2011.

E’ quindi è evidente in quale contesto si opera, talmente chiaro che la domanda che il lettore si può ragionevolmente porre è: “ma come mai il sindaco solleva il problema?”, e “perché solo ora?”.

Presto detto.

Nel periodo precedente a quello disciplinato dal citato regolamento, erano state rilasciate, da uno dei Consorzi elementari che prima della riforma si occupava di Bonifica di una porzione del comprensorio, un numero molto limitato di concessioni per prese irrigue con durata decennale ad alcuni consorziati nelle quali era espressamente previsto che degli interventi di manutenzione se ne facesse carico il personale del Consorzio.

Ora queste concessioni sono scadute lo scorso anno ed il rinnovo non poteva che essere fatto secondo le disposizioni del regolamento nel frattempo entrato in vigore e come già avveniva per il 99% degli altri consorziati.

Peraltro in conformità ad un principio sacrosanto che immagino faccia piacere al 99% degli altri consorziati che hanno un trattamento già conforme al Regolamento citato.

Quindi a novembre del 2019 a tutti quei consorziati per i quali le concessioni erano in scadenza, fu quindi inviata una nota che preannunciava dal 1° di gennaio questo cambiamento di regime.

Sempre per offrire elementi di trasparenza circa l’operato del Consorzio, aggiungo che il 23 dicembre presso la sede del Consorzio si à tenuto un incontro con i più qualificati rappresentanti delle associazioni agricole territoriali per spiegare e coordinare questo importante passaggio.

In quella occasione il Consorzio ha assicurato la propria disponibilità a realizzare quegli interventi di natura straordinaria ai manufatti di derivazione che si fossero resi necessari in seguito alla specifica richiesta del singolo consorziato e previa accettazione del preventivo di spesa formulato.

E’ stato poi confermata in quella circostanza che degli interventi di manutenzione ordinaria e di quelli di attivazione delle prese se ne sarebbe occupato il personale del Consorzio.

La gestione di un periodo transitorio nel quale si cerca di portare ad una situazione equa ed un uniforme su un territorio così ampio e variegato come il nostro costituisce senza dubbio un passaggio estremamente delicato che va fatto comprendere con la massima chiarezza a tutti i consorziati, ed è anche per questo che utilizzo volentieri questo strumento informativo.

In questi giorni il personale dell’intero comprensorio è in piena attività senza che siano stati segnalati particolari disservizi.

Mi è poi capitato di confrontarmi con alcune grandi aziende di quella parte di comprensorio con le quali abbiamo continuato a dialogare e confrontarci per fornire risposte alle necessità manifestate importanti e determinanti per consentire ai consorziati di avere quelle condizioni ideali per il corretto sviluppo della propria attività.

Le considerazioni che ho esposto le avevo rappresentato al Sindaco nell’occasione citata, ma non solo, il successivo 6 febbraio presso il Castello Estense è stata organizzato un incontro al quale erano invitati tutti i sindaci del territorio, per presentare il Bilancio di previsione dell’ente, il programma degli investimenti del Consorzio e fare il punto su diverse questioni come quella in discussione. In tale occasione né il Sindaco di Jolanda né un suo rappresentante, purtroppo, erano presenti.

Il Direttore Generale
del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara

Mauro Monti