consorzio di bonifica
pianura di ferrara

256.733
ettari

superficie del comprensorio

4.241
chilometri

estensione dei canali

76
impianti

impianti di scolo

86
impianti

impianti di irrigazione

780
metri cubi al secondo

portata totale impianti

47.780
kiloWATT

potenza installata complessiva

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Per vivere il presente e costruire il futuro bisogna conoscere bene il passato ma anche guardare altre realtà che possono essere fonte di ispirazione. E’ così che nasce l’incontro di mercoledì 18 dicembre, evento del calendario ‘Appuntamenti con la Bonifica’.

 Mercoledì alle 17, a Palazzo Crema a Ferrara, dunque, il presidente del Consorzio Bonifica Pianura di Ferrara prenderà in esame ‘L’evoluzione storica territoriale dei Consorzi di bonifica, la crisi del '29 - new deal e la legge Serpieri del 1933".

  “Nella cornice dell’evoluzione cartografica dei comprensori di bonifica del ferrarese nei successivi accorpamenti dal 1860 fino all’attuale “Pianura di Ferrara” – spiega Franco Dalle Vacche - è un racconto di eventi, ragioni e persone che hanno caratterizzato la storia dell’Italia profondamente rurale e che trovò nell’ agricoltura “l’ancoraggio” per affrontare la crisi del 1929 e le fondamenta che hanno costituito e tuttora sono importanti nel comparto produttivo agricolo del paese. In questo contesto si scopre che gli Stati Uniti e il Regno d’Italia nel ventennio, due sistemi di governo lontani geograficamente e ancor di più come sistema politico, affrontano alcuni problemi con soluzioni analoghe e in contesti territoriali sorprendentemente simili”. E stuzzica. “Sono due sistemi diversi che hanno portato ad un risultato comune, somigliante nelle due realtà creando sviluppo del territorio – conclude – la cosa invece particolare sulla quale occorre riflettere è che negli Stati Uniti, negli anni ’30 sono riusciti a regimare il fiume Tennesse mentre noi, di quest’opera per il Po ne stiamo ancora parlando facendo passare anni quando altri hanno l’infrastruttura da quasi un secolo”