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INTERVISTA AL PRESIDENTE FRANCO DALLE VACCHE IN MERITO ALLE POLEMICHE IN SEGUITO ALL'USCITA DEI RUOLI CONSORTILI 2018

Pubblicata su La Nuova Ferrara martedì 15 maggio 2018, qui in versione integrale.

In coincidenza con l’invio dei ruoli consortili a fine aprile ed inizio maggio, sono state riportate sulla stampa alcune prese di posizione che lamentano aumenti e sperequazioni, oltrechè l’intervento sul tema “IMU sulle idrovore” da parte del Sindaco di Masi Torello, Riccardo Bizzarri, un contenzioso che di fatto ha trasformato in sostituto d’imposta a favore di alcuni Comuni il Consorzio.

In una logica di informazione e chiarezza la nostra testata si è resa disponibile alla richiesta di una intervista da parte del Presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Franco Dalle Vacche.

AN - Prima però una domanda: Presidente, diversi avvisi sono stati recapitati ben oltre il 30 aprile, impedendo la puntualità del pagamento. Cosa comporta un ritardo?

PR – Nulla! L’ Amministrazioni Consortile, da sempre non applica sanzioni od interessi di mora. Il Consorzio trasmette in anticipo i dati a Sorit, che ha il compito di inviare per posta o per pec gli avvisi, che sono oltre 150.000, festività e ponti concorrono a ritardi, comunque eventuali pagamenti successivi al 30 aprile non comportano aggravi.

 

AN – Con l’edizione di venerdì 4 maggio la Nuova ha riportato proteste in relazione a situazioni indicate come identiche, ma con diversi importi nei territori della sinistra Reno rispetto alla destra, oltrechè un trattamento di favore nei riguardi delle aziende agricole. Può dare alcuni ragguagli Presidente?

PR – Ho letto l’articolo. L’affermazione “differenze enormi, stesse strutture, ed io pago trenta volte più di un agricoltore” è errata su tutta la linea, ma credo in buona fede, frutto della mancanza di conoscenza, che porta a dichiarazioni superficiali. Il Consorzio con cui confiniamo non è quello di Ravenna, ma è la Romagna Occidentale (Lugo), alcuni dati per far subito comprendere che il comprensorio e le sue strutture sono decisamente differenti.

 

 

 

 

CONSORZIO DI BONIFICA PIANURA DI FERRARA

 

 

CONSORZIO ROMAGNA OCCIDENTALE

 

HA

255.000 totalmente pianeggianti

50% sotto il livello del mare fino a – 5 metri

50% comunque meccanico

200.000 di cui 80.000 pianura e 120.000 fra collina e montagna

 

RETE CANALI

 

Km 4.200

 

Km 960

 

IMPIANTI IDROVORI

(scolo ed irrigazione)

 

N° 170

 

N° 53

 

CONTRIBUTI

 

34.685.000

 

14.866.285

 

Questi dati testimoniano la profonda differenza dovuta a realtà territoriali peculiari. Aggiungo che non è solo una questione di km di canali, il quadruplo a Ferrara, o di impianti oltre il triplo, ma le dimensioni degli stessi, infatti a Ferrara sono presenti idrovore tra le più grandi sia a livello nazionale che europeo. Sul tema poi di miglior favore nei riguardi del mondo agricolo, faccio presente che circa i ⅔ del Bilancio Consortile è coperto dalle imprese agricole. E’ evidente che l’introduzione nelle linee guida regionali dei Piani di Classifica dell’elemento valore del bene (rendita catastale) accanto agli aspetti legati alla superficie, ha avuto conseguenze, un’abitazione, ha rendita catastale decisamente più alta rispetto ad 1 ha di terreno agricolo. Perciò l’invito ad “adeguarsi” è un affermazione demagogica, detto questo nel 2018, per un aspetto ci siamo adeguati alla Romagna e a tutti gli altri Consorzi, passando da 3 a 2 rate.

AN – Perché presidente questo adeguamento? Solo ragioni di uniformità od altri motivi?

PR – La ragione principale è un’altra, legata a motivi di equità tra i consorziati. Su un valore 100 emesso a ruolo l’ente introita entro il 31/12 il 92%, poi all’inizio del nuovo anno in gennaio veniva inviato un 4° sollecito bonario, che permetteva di recuperare un altro 3 %, per il rimanente 5% in giugno le procedure coattive. Il Consiglio del Consorzio ha invitato il Comitato di gestione ad un’azione più tempestiva, sentita la Commissione Bilancio, si è deciso di far iniziare la fase coattiva già a gennaio, per fare ciò è stato necessario eliminare la 3° rata sostituendole comunque con quel sollecito che con il vecchio sistema avveniva dopo il 31/12.

AN – Anche sul tema “costo irrigazione” ci sono delle lamentele.

PR – Il 2017 è stato un anno molto difficile, la combinazione di una prolungata mancanza di precipitazioni, ondate di calore e persistenza di alte temperature, magre eccezionali del Po, hanno impegnato a fondo l’azione consortile, che ha immesso nel sistema volumi record, non solo grazie all’energica attività del nostro personale, ma anche con un altro tipo di energia quella elettrica. Infatti questa situazione ha influito non solo sui nostri prelievi diretti dal Po, ma anche sui costi che ci vengono addebitati dal Consorzio di Burana (Pilastresi) e dal CER che ci consentono di irrigare circa 150.000 ha (nel 2016 1.500.000 di euro, nel 2017 1.900.000, preventivo 2018 1.800.000). Proprio a Berra è collocato un grande impianto di derivazione da 24 mc/sec che immette in quel territorio e nelle zone delle risaie a Jolanda volumi ingenti. Che con il quadro climatico del 2017 si possa sostenere di avere ottenuto buone rese senza acqua, lascia perplessi. Poiché nell’articolo si fa riferimento alla non presenza in aziende di impianti ed attrezzature irrigue (rotoloni, Pivot od altro), questo elemento non discrimina, infatti oltre l’80% della superficie irrigua del Pianura di Ferrara è caratterizzata da infiltrazione laterale dalle affossature aziendali, dove grazie a sostegni, curve, sfioratori, il livello dell’acqua immesso dalle linee consorziali viene portato dagli agricoltori a poche decine di cm dal piano campagna, consentendo anche in condizioni avverse di ottenere buone produzioni. Non avere impianti non vuol dire non utilizzare l’acqua del Consorzio, e perciò non dover pagare l’irrigazione. Forse in buona fede c’è stata una non chiara comprensione. Purtroppo il mercato dell’energia (petrolio da 35 $ a 70 $ al barile) e la pressione fiscale costantemente in crescita non può non preoccupare (+7% impegno di potenza) costituendo un “macigno” nel bilancio consortile.

AN – IMU siamo sul tema fiscale, un suo commento sull’articolo molto duro del Sindaco di Masi Torello Riccardo Bizzarri?

PR – Riccardo Bizzarri è stato consigliere nel Consorzio dal 2011 al 2015, ed al riguardo prese una posizione molto netta e critica sulle azioni che funzionari intrapresero in quei Comuni caratterizzati dalla presenza nel loro territorio di importanti impianti idrovori. Una posizione di buon senso, coraggiosa che vedo ha coerentemente mantenuto. A fronte invece di una rappresentanza politica, che definire miope è riduttivo, ma soprattutto incapace di concorrere a scelte di merito costruttive su questa vicenda nell’interesse dei consorziati/cittadini.

Il Consorzio in diverse occasioni, in attesa di un chiarimento normativo, aveva presentato proposte cadute nel vuoto o respinte, per visioni settarie e con una buona dose di ipocrisia. Ad oggi a fronte di richieste pervenute al 31/12/2017 di 2.886.000, il Consorzio ha versato a rate euro 1.600.000 ed accantonato il rimanente importo. Forse non sarebbe una cattiva idea ribattezzare qualche piazza, piazza della “Bonifica”. Ultima novità? Ora iniziano a chiederci l’IMU anche sugli argini!