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TRANSITO PERICOLOSO NELLE MAREZZANE DEI CANALI DI BONIFICA

Il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara gestisce un’ampia rete di canali la cui estensione supera i quattromila chilometri.
Questi canali sono destinati all’allontanamento delle acque di pioggia e in gran parte anche all’alimentazione dei terreni con acqua irrigua; il loro alveo è prevalentemente in terra e a cielo aperto.
La natura instabile dei terreni del Ferrarese, costituiti da sedimenti alluvionali, unitamente al lavorio provocato dall’acqua, favorisce quei fenomeni di erosione e smottamento delle sponde che il Consorzio da sempre cerca di contrastare con interventi che occorre periodicamente ripetere.
Il Consorzio, compatibilmente con le risorse a disposizione, programma e realizza interventi di ripristino delle sponde, dando in genere priorità alle situazioni più critiche (presenza di frutteti, aree cortilive, fabbricati, strade, ecc.); ma ciò non è sufficiente a risolvere il problema in modo soddisfacente e in tempi brevi.
Negli ultimi anni questa situazione è andata ulteriormente aggravandosi a causa del progressivo proliferare delle nutrie (Myocastor Coypus) che scavano tane e cunicoli nelle sponde dei canali; l’azione di contrasto al loro diffondersi, alla quale il Consorzio partecipa costantemente, non è stata tuttavia sufficiente a impedire i danni che esse provocano, che invece sono andati aumentando.
Le cosiddette fasce di marezzana, adiacenti ai canali, sono quasi sempre utilizzate dagli agricoltori come capezzagne e sono pertanto normalmente interessate dal transito dei mezzi agricoli per le esigenze delle coltivazioni.
Se per essi uno smottamento di sponda si presenta di norma in modo abbastanza evidente, tanto da poterne tenere conto negli spostamenti dei mezzi agricoli, diversamente le cavità prodotte dalle nutrie, che dalla sponda possono spingersi oltre ai cigli, al di sotto delle marezzane, creano un pericolo che spesso non presenta manifestazioni evidenti in superficie.
La situazione accennata porta a considerare che occorre prestare la massima attenzione nel percorrere le marezzane coi mezzi agricoli, mantenendo comunque un’idonea distanza di sicurezza dai cigli e controllando regolarmente che non siano presenti nuove erosioni di sponda e nuove cavità nascoste.