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“SCHERZARE CON IL FUOCO…..O CON L’ACQUA?”

Egr. Direttore,

La ringrazio per l’ospitalità della sua testata che mi consente ad “ombrelli chiusi” ma ancora ben “umidi” di presentare, nel mio ruolo di Presidente, il punto di vista del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, sulla recente crisi e più in generale sul rischio idrogeologico della nostra provincia.

La frase “scherzare con il fuoco”, esprime in maniera figurata, la consapevolezza di un pericolo, per nulla ipotetico, ma anzi conosciuto nei suoi effetti.

Nel nostro caso è bene modificare tale espressione in “scherzare con …l’acqua”, e noi tutti, nessuno escluso, anno dopo anno, crisi dopo crisi, ci stiamo purtroppo abituando, negativamente, a questa sensazione di accresciuto pericolo.

Gennaio 2013, gennaio 2014 due “partenze” con precipitazioni intense e prolungate, 75 mm di pioggia nello scorso anno, 100 mm in questo esercizio, a cui se ne sono poi aggiunti, nella prima decade del mese di febbraio, altri 80 mm.

Una quantità non più assorbibile dai terreni agricoli completamente saturi, con conseguente innalzamento della quota di falda.

Evidenti i ristagni nelle zone più depresse, in relazione anche a differenti sistemazioni, o prospicenti i fossi di guardia delle sedi stradali, che una volta di più, evidenziano difficoltà di sgrondo verso la rete consortile.

La manutenzione, in verità non semplice, di queste affossature da parte dei gestori della viabilità è un problema oggettivo.

Tutte le idrovore (n° 77) hanno operato con continuità e al massimo delle capacità di sollevamento in linea con la gestione pianificata e concordata sul Tavolo Istituzionale della crisi in Prefettura, presenti oltre al Consorzio di Bonifica, AIPO (Po), Servizi Tecnici di Bacino (Reno e Volano), Protezione Civile Provinciale ed Enti Locali, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Volontari.

Alcuni dati per dare una dimensione dei valori in gioco e quanto il Consorzio di Bonifica ha impegnato come risorse umane, tecniche, ed economiche dimostrando una volta di più che la sua attività è un cardine fondamentale della sicurezza idraulica del territorio:

 

 

 

DATI RIFERITI AL PERIODO DAL 24/01/2014 AL 09/02/2014

 

 

NUMERO IMPIANTI

77

KWH

2.500.000

MC SOLLEVATI

150.000.000

COSTI ENERGIA

480.000 €

UNITA’ OPERATIVE IN CAMPO

140 addetti presenti nelle idrovore   e sul territorio

MEZZI DI PRONTO IMPIEGO

20     camion e trattrici

20     escavatori gommati

12     escavatori cingolati

 

 

Questi mezzi, in particolare gli escavatori, sarebbero stati i primi, su richiesta della Prefettura e dal Servizio Tecnico di Bacino di concerto con la Protezione Civile, ad intervenire per contenere gli effetti di una rotta arginale sia del Reno che del Volano.

Per chiarezza è opportuno segnalare che la manutenzione di argini ed alvei dei fiumi, non sono di competenza dell’Ente consortile, ma della Regione tramite i propri servizi tecnici.

Proprio le ripetute piene e possibili “rotte” delle arginature, caratterizzano questo lungo episodio rispetto agli eventi del 2013, allora le precipitazioni furono diffuse, continue fino ad aprile/maggio senza però influenzare in maniera significativa le condizioni dei fiumi.

Il cedimento nel modenese dell’argine in dx del fiume Secchia è stato, non un campanello, ma la “sirena di allarme” di una debolezza generale che poteva ripetersi in particolare sul Reno, a percorso pensile, ma anche nel Volano.

L’utilizzo tempestivo del Cavo Napoleonico da parte dei Servizi Regionali, è stato decisivo nella sua azione di scolmatore, permettendo di scaricare in Po circa 350 mc/sec., alleggerendo i volumi presenti nell’alveo del Reno.

Questa operazione è avvenuta, sebbene per un tempo limitato ma sufficiente, grazie a quote che ne permettevano il deflusso a gravità.

Se questo non fosse stato invece possibile, o comunque in misura minore, per una condizione del Po diversa e non favorevole? Forse saremo qui a raccontare un'altra storia.

Procrastinare anno dopo anno, finanziaria dopo finanziaria, interventi di manutenzione straordinaria e nuove opere, necessarie a riposizionare il grado di un livello di rischio, che si è oggettivamente alzato, a valori di maggior prudenza, non è eludibile, sempre che non si voglia continuare a scherzare con …l’acqua o con il “fuoco” che sia.

La combinazione negativa delle modifiche climatiche, unite all’azione dell’uomo con urbanizzazione e consumo del suolo spesso con scelte non tra le più razionali, è evidente.

Le soluzioni progettuali sono note da tempo, è necessaria la volontà politica ed i collegati finanziamenti, importi significativi, ma che voglio sottolineare, di fronte a stime di centinaia e centinaia di milioni di euro di danni diretti ed indiretti sui beni privati nonché pubblici, sono in confronto, sorprendentemente modesti.

Che si renda effettiva, non solo a parole, la coltura della prevenzione, ed anche del lavoro perché la manutenzione del territorio e la sua messa in  sicurezza, è potenzialmente la più grande “fabbrica” del nostro paese, non è delocalizzabile, bisogna solo farla funzionare.

 

 

Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara

                    Il Presidente

                                                                          Dott. Franco Dalle Vacche